martedì 17 giugno 2008

Toni Malco - "Sensazione Scomoda"




TONI MALCO E LA SUA “SENSAZIONE SCOMODA”
Il 10 giugno l’artista ha presentato il nuovo album al Teatro Greco di Roma

È tornato nel teatro del suo quartiere per presentare il nuovo album “Sensazione Scomoda” prodotto da Luigi Barion, presidente AFI. Martedì 10 giugno Toni Malco ha proposto alla affollatissima platea del Teatro Greco un piacevole mix di vecchi successi e nuovi brani, accompagnato da Stefano Zaccagnini (chitarra elettrica), Fabrizio Guarino (chitarra acustica), Adriano Lo Giudice (basso), Gianni Aquilino (tastiere), Piero Pierantozzi (batteria), Miguel Jimenez (tromba) e le vocalist Letizia Mongelli e Giada Olivetti. Presenti in sala anche Piero Calabrese, Mimmo Di Renzo, Sandro Di Loreto e Emanuela Tomasini, autori dei testi del nuovo album. Due ore di splendide canzoni, interpretate con il trasporto e la professionalità che da sempre distinguono lo stile di Malco. Uno stile che spazia dal rock melodico al pop tradizionale, quello dei grandi che in Italia hanno ricoperto un ruolo di indiscusso e intramontabile rilievo. Apre lo show l’inedita “Una storia che non vola”, sottolineata da cristallini arpeggi di chitarra, seguita dalle belle “La stagione dei perché” e “Non finisce mai”, mentre sullo sfondo scorrono le immagini dei video che accompagnano tutto il concerto. Splendida la cover di “Mio fratello è figlio unico”, indimenticato successo di Rino Gaetano, caro amico con cui Toni ha condiviso l’inizio della carriera e perfezionato il suo stile compositivo. Ancora dal nuovo album la romantica “Fuori piove”, poi la sorpresa di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”. “Ehi”, segnata da un liquido assolo di Zaccagnini, precede l’altra cover contenuta in Sensazione Scomoda, “I giardini di marzo” di Lucio Battisti, in un’elegante versione jazz/lounge che Toni interpreta con innato feeling. Stesso sentimento che sprigiona la toccante “Sotto il cielo di Roma”, cantata come sul cd (ove è presente anche la traccia video del brano) assieme alla bella e brava Antonella Ippoliti, ospite d’eccezione della serata. Il concerto continua con la rockeggiante e inedita “Demoni e dei” (ancora un bel solo di Zaccagnini), “E poi si resta soli”, “Lo zodiaco”, “Dentro”. Ancora una cover, questa volta la bellissima “Insieme a te non ci sto più” di Paolo Conte. Chiudono lo show la canzone che dà il titolo all’album, “Sensazione scomoda”, e la dolcissima “Mentre addormento Giulia”, impreziosite dai testi di Di Loreto.

Alessandro Staiti

martedì 11 marzo 2008

Web Radio - Ricominciamo

Ricominciamo.....
qualche idea, una passione, un passa tempo.
Ricominciamo.....
ad essere liberi

e allora una web radio si deve pur fare.

Chi ci vuole provare con me??

Dai proviamoci e proviamoci con lo spirito giusto.

Iniziamo dai supporti tecnici.

Un amico mi ha girato un registratore a bobine che necessita di qualche ritocco, ma non è un problema.
Il primo pezzo.... (voi direte che non serve in una web radio, ma non è vero e poi è tanto bello)
eccolo in foto

venerdì 8 febbraio 2008

Ciao Web Radio

Sembra che l’avventura della Web Radio sia finita.
Era facile pensarlo.
Un gioco, alla nostra età (siamo oltre i 50), è bello perché dura l’attimo di un ricordo.
Certe cose rimangono solo per la storia, come il tempo delle “Radio Libere”.
Sia ben chiaro: la storia la devono scrivere tutti e soprattutto chi l’ha vissuta e partecipata.
Ed è stato bella riviverla.
Ma siamo diventati grandi e tempo e idee mal si conciliano e poi le idee o camminano sulle gambe di pochi volenterosi o si fermano al primo ostacolo della vita.
Se poi tra i pochi volenterosi non vi è comunanza di intenti ……
Ma non è grave.
Devo dire che ero in difficoltà al microfono.
La mia idea del programma mal si adattava alle esigenze di spazio e di obiettivi.
Pensavo di dover sviluppare una specie di percorso musicale degli anni 60/70, pensavo a tirar fuori del mio archivio qualche rarità, pensavo a momenti monografici.
Qualcosa abbiamo fatto, bene o male è relativo, ma di certo non sono riuscito ad avviare un discorso in continuità.
Resta il piacere di aver lavorato con Alessandro e ripreso un’amicizia forte e sincera. Ed anche con Raniero.
Rimane anche la bellissima trasmissione, di ben due ore, che ho condotto con Luca Fiaccavento sui VDGG.
Il resto è stato un piacevole modo di passare qualche ora in divertimento puro.
E rimane anche questo povero blog.
Un blog deve essere seguito, devi scrivere e trovare idee per coinvolgere gli ignari lettori che ci capitano sopra.
Anche questa è questione di volontà.
Che farne?
Una palestra dei tuoi hobby? Un tentativo di comunicare novità musicali o eventi?
Forse è solo una maniera per sentirti vivo e ancora vicino a quei tempi, quelli delle Radio Libere, che hai vissuto con ardore, passione e gioia.
Vedremo…..

Marco

MP3 Libero?

From: la Repubblica ROMA - La nuova legge sul diritto d'autore autorizzerebbe gli utenti a pubblicare mp3 di musica protetta dal diritto d'autore. Ciò che finora è stato pirateria diventerebbe legale, quindi, a causa di una svista del legislatore. È quanto ha appreso Repubblica.it parlando con Andrea Monti, avvocato massimo esperto di diritto d'autore e internet, e che ha partecipato in prima persona allo studio della nuova legge. Ha fatto parte dei gruppi di lavoro, presso il Ministero dei Beni Culturali, per lo studio alle modifiche da apportare alla legge sul diritto d'autore. Il tutto è finito in un nuovo comma, che attende ora solo di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non è più modificabile, essendo stato approvato da Camera e Senato. Nel nuovo comma si legge "È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro". "Chi l'ha scritto non si è reso conto che il termine "degradate" è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo", dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale. Dipende poi dal livello di compressione mp3 se questa degradazione è più o meno udibile dall'orecchio umano.

Di conseguenza, il comma permetterà "di pubblicare mp3 coperti da copyright, senza autorizzazione dai detentori di diritto d'autore: su siti web o anche su server peer to peer, il mezzo non conta. Lì si parla infatti solo di "pubblicazione su internet". L'importante - dice il comma - è che lo scopo sia didattico o scientifico, quindi per esempio posso immaginare un sito che pubblichi la discografia di un autore a scopo di commento e recensione. Oppure una rete peer to peer dei conservatori che mettono la musica a disposizione degli allievi, per studiarla. Tutti usi permessi, se si interpreta in modo letterale la legge". Il comma è stato scritto dalla Commissione alla Cultura presso la Camera, il cui presidente (Pietro Folena) ha spesso ribadito di voler rendere più libera dai paletti del diritto d'autore la circolazione della musica. Però di fatto il nuovo comma si spinge troppo avanti con la liberalizzazione degli mp3 "e quindi - aggiunge Monti - credo sia una svista, dovuta al fatto che il legislatore non sa che anche gli mp3 rientrano nel concetto di musica degradata". Che succederà ora? Perché scattino gli effetti della legge, si attende un decreto del Ministero, che fissi i criteri delimitanti gli usi didattici e scientifici (si noti bene, non i criteri relativi al termine degradato, che quindi non è più discutibile). Il comma infatti dice "Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma". Dopo il decreto del Ministero, la nuova legge porterà caos nelle cause sul peer to peer, "sarà difficile per un magistrato dare seguito a una denuncia penale o a un sequestro contro chi è accusato di violare il diritto d'autore su internet, visto che il comma autorizza molti scenari". È possibile però che si corra ai ripari, "che l'iter del decreto ministeriale sia rallentato e nel frattempo si affrettino di modificare la legge". Pare l'ennesimo caso di legge che si occupa di questioni tecnologiche sconvolgendo, senza volere, gli esistenti paletti, per l'uso improprio di termini tecnici. "C'è un precedente: quando nel 2000 una legge autorizzava, per un errore terminologico, le smart card pirata della tv satellitare. Poi è stata modificata, ma nel frattempo nei processi sono stati assolti i pirati del satellite". "La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti", dice Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). "E per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori". "Impossibile limitare così - ribatte Monti - perché la costituzione italiana consente a tutti i cittadini di fare divulgazione didattica e scientifica".

venerdì 18 gennaio 2008

ROBERTO CIOTTI - Una bella Iniziativa





ROBERTO CIOTTI & FRIENDS
INCONTRO D’AUTORE


Martedì 22 gennaio 2008
Teatro Palladium - P.za B. Romano n. 8
H. 21.00
Ingresso gratuito
“Sono nato alla Garbatella”, racconta Roberto Ciotti nella prefazione di “Unplugged” (Castelvecchi, 2007), il suo recente libro autobiografico. E alla Garbatella, il noto bluesman ritorna per una serata che vuole riassumere l’evoluzione di un movimento musicale, quello blues, appunto, di cui Ciotti è stato pioniere in Italia.
Con la conduzione di Guido Bellachioma - giornalista di Romauno – l’artista ripercorrerà la sua carriera, dagli anni ’70 ad oggi, ripartendola in quattro periodi: anni ’70, anni ’80, anni ’90, anni ’00. Saranno affrontati così vari argomenti: come nascono i primi pezzi e quanto ha influito la sua cultura popolare, perché la scelta di questo genere musicale, l’evoluzione dello stile negli anni ’80 e ’90 ed infine gli anni della maturità artistica sanciti dall’uscita di “Behind the door” (2002), nonché dal tour in Brasile del dicembre appena trascorso, dove l’artista ha infiammato il pubblico brasiliano con i suoi tre concerti a Porto Alegre.
La serata alternerà le interviste con tanta musica e tanti incontri. Ogni periodo, infatti, verrà espresso musicalmente da Roberto Ciotti che sarà accompagnato dalla sua band (composta da Andrea Pagani, Elio Buselli, Walter Detond, Flavinho Vargas) e da molti ospiti - amici, colleghi e suoi studenti - che hanno suonato con lui nel corso del tempo.
Mick Brill, Lucky Gargiulo, Crystal White, Claudia Marss, Sandro Chessa ed ancora i Mississipi Mood, Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto sono solo alcuni dei musicisti che si alterneranno sul palco con il noto bluesman.
Ma lo spazio è a disposizione anche per i giovani artisti del territorio dell’XI Municipio che “sono stati coinvolti - secondo Roberto Ciotti - per esprimere quel blues che è divertimento, ritmo, esaltazione, comunicazione ed immediatezza, ma anche sensibilità, impegno, serietà e professionalità”.
Alla manifestazione, organizzata da Eur Blues (marchio culturale e musicale fondato da Roberto Ciotti e dalla Promograph Communication) e patrocinata dal Municipio Roma XI, interverranno Andrea Catarci, presidente del Municipio, e Carla Di Veroli, delegata alle politiche culturali e pari opportunità, che porteranno i loro saluti durante la serata.
“Un ritorno alle radici” dichiara Andrea Catarci “di un bluesman, nato a un passo dal Teatro Palladium, che ha portato in giro nel mondo i suoi “passi” a testimoniare le storie non dimenticate del quartiere Garbatella. Il blues è la voce più vera dei neri d’America e rappresenta la loro rabbia, la desolazione, la disperazione, l’ironia, ma le sue radici diramano in ogni angolo “difficile” del pianeta. Roberto Ciotti ha avuto, a mio avviso, la grande sensibilità di cogliere gli umori popolari della nostra Città operando un mix sapiente con gli altri colori e le vibrazioni del mondo e riconducendoli nell’alveo che li accomuna: il linguaggio del blues.”
Alla posizione del presidente del Municipio XI si aggiunge quella di Carla Di Veroli che dichiara: “La Garbatella si riconferma come culla di artisti eccellenti: nascono in questo quartiere e magari sviluppano altrove la loro arte ma vi rimangono legati con la mente e con il cuore”.


BIOGRAFIA
“Iniziato alla chitarra negli anni ’70, Ciotti si è sempre dedicato al blues americano – sia alla versione acustica del Delta del Mississipi, sia al suono elettrificato di Chicago e del Texas - avendo come punto di partenza la sperimentazione psichedelica di Jimi Hendrix.
Nelle decadi seguenti, il chitarrista suona jazz rock nel gruppo Blue Morning, lavora come musicista da studio e lavora come session-man con cantanti italiani come Francesco de Gregori e Edoardo Bennato. Negli anni ’80, per lo meno due grandi esperienze: apre due spettacoli di Bob Marley a Milano e a Torino e collabora con il batterista Ginger Baker (collega di Eric Clapton e Jack Bruce nel gruppo degli anni ’60 Cream).
Da allora, Ciotti suona in numerosi festival, compone tracce per alcuni film e registra diversi album – uno dei più recenti è Behind the door (2002).
A Porto Alegre, Ciotti mostra temi blues propri e non, accompagnato dal percussionista Flavinho Vargas – musicista brasiliano che vive in Italia”.
(Articolo tratto dal quotidiano brasiliano Zero Hora del 20.12.2007; traduzione di Francesca Vitalini)


Info
PROMOGRAPH COMMUNICATIONvia Cardinale di York, 2 - int. 5 - 00148 Roma 06.66.15.11.55 – 06.666.38.32 email: info@promograph.it

lunedì 7 gennaio 2008

Un programma interessante per organo a Roma

Un programma interessante per organo a Roma
Dal Medioevo al Progressivo
Chiesa ST. PAUL, Via Nazionale, 20 Gennaio 2008
"Organ Visions"
organista
Marco Lo Muscio

Programma:

Guillaume de Machaut: Chanson Balladée *1300-1377

Marco Lo Muscio : - Organ Visions n.11971 "Gothic Vision from Perotinus Time"- Toccata sul nome AGBA "Angel'sDance"

Christobal de Morales:"Parce mihi domine" da "Officium" *1500-1553 (Arr. Jan Garbarek)

Arvo Pärt : Summa for string quartet *1935

J.S. Bach : Contrapunctus I BWV 1080 da "L'Artedella Fuga"1685-1750

R. Wakeman: "Jane Seymour" da "The six Wives of HenryVIII" *1949

A. Hovhaness : Prayer of St. Gregory *1911-2000

Steve Hackett : 2 Pieces: *1950 Horizons - Cast Adrift

Keith Emerson : The endless enigma Part II *1944 Fantasy on fanfare for the commonman by Copland *

* Trascrizioni e arrangiamenti di Marco Lo Muscio

domenica 30 dicembre 2007

Buon 2008

Un blog piuttosto lento......
L'entusiasmo non manca, la voglia anche, ma il tempo è poco.
Ma piano piano riusciremo ad essere sempre più vicini.
Per ora a tutti Voi un felice 2008 e tanta gioia e serenità.
da Alessandro e Marco:
AUGURI

mercoledì 12 dicembre 2007

Morrisey in esclusiva per la Decca




Morrissey firma in esclusiva per la Decca
Il 4 febbraio in uscita un Greatest Hits con 2 nuove canzoni



Morrissey, uno dei più interessanti talenti della musica inglese, ha firmato un contratto in esclusiva con la Decca. Dopo lo scioglimento degli Smith nel 1987, Morrissey ha intrapreso una brillante carriera solistica che lo ha reso una delle icone musicali più amate della musica inglese.

Il 4 febbraio uscirà un Greatest Hits che raccoglie i successi ottenuti in 20 anni di attività come “Every Day is Like Sunday” e il più recente “Irish Blood, English Heart” oltre a 2 nuove canzoni: “All You Need Is Me” e “That's How People Grow Up” che sarà anche il primo singolo disponibile dal 24 gennaio.
La raccolta sarà pubblicata in 4 formati: CD singolo, doppio CD in edizione limitata, vinile e in digitale.

Il lancio dell’album sarà supportato da 6 serate consecutive (21-27 gennaio) al leggendario Roundhouse di Londra dove è già stato annunciato il tutto esaurito.

Morrissey sta anche registrando un nuovo album con Jerry Finn, il producer del suo bestseller “You Are The Quarry”, che sarà pubblicato nell’autunno 2008.

Morrissey ha dichiarato “Sono felice di far parte dalla famiglia Decca e Universal e sono entusiasta dei nuovi brani e dell’album che stiamo realizzando per il 2008"


MORRISSEY - GREATEST HITS TRACKLIST
1. FIRST OF THE GANG TO DIE Morrissey/Alain Whyte
2. IN THE FUTURE WHEN ALL'S WELL Morrissey/Jesse Tobias
3. I JUST WANT TO SEE THE BOY HAPPY Morrissey/Jesse Tobias
4. IRISH BLOOD, ENGLISH HEART Morrissey/Alain Whyte
5. YOU HAVE KILLED ME Morrissey/Jesse Tobias
6. THAT'S HOW PEOPLE GROW UP Morrissey/Boz Boorer [NEW]
7. EVERYDAY IS LIKE SUNDAY Morrissey/Stephen Street
8. REDONDO BEACH Kaye/Smith/Sohl
9. SUEDEHEAD Morrissey/Stephen Street
10. THE YOUNGEST WAS THE MOST LOVED Morrissey/Jesse Tobias
11. THE LAST OF THE FAMOUS INTERNATIONAL PLAYBOYS Morrissey/Stephen Street
12. THE MORE YOU IGNORE ME, THE CLOSER I GET Morrissey/Boz Boorer
13. ALL YOU NEED IS ME Morrissey/Jesse Tobias [NEW]
14. LET ME KISS YOU Morrissey/Alain Whyte
15. I HAVE FORGIVEN JESUS Morrissey/Alain Whyte

MORRISSEY on TOUR
Gennaio
16 La Cooperative de Mai, Clermont Ferrand
18 La Laiterie, Strasbourg, La Laiterie
19 Aeronef, Lille
21-27 Roundhouse, London
30 The Dome, Doncaster
Febbraio
1 Sunderland Empire, Sunderland
2 Edinburgh Playhouse, Edinburgh
4 L'Olympia, Paris

martedì 20 novembre 2007

KOAN QUARTET


KOAN QUARTET


Questa sera alle ore 21.00

Giovanni Francesca (chitarra) e Dario Miranda (basso) dei Koan Quartet

saranno ospiti di Progresso a Ritroso, su http://www.broadcastitalia.it/,

per presentare il loro ultimo album.


Giovanni Francesca: Guitar
Gianluca Grasso: Keyboard
Dario Miranda: Bass
Aldo Galasso: Drums



“Koan Quartet” inizia a Benvento come progetto di ricerca musicale. Le diverse esperienze dei suoi musicisti sono il punto di partenza di una band che, attraverso composizioni originali, cerca costantemente nuovi scenari musicali da esplorare. Lo sviluppo dei temi, sostenuto da una forte pulsazione, si muove attraverso atmosfere jazz, rock e funky, fatte di soli ed improvvisazioni collettive. “KoanQuartet” accoglie, quale special guest di una delle tracce del loro album, Chuck Findley, trombettista di fama mondiale.
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=113912523

Recensione di Alessandro Staiti pubblicata su Chitarre di novembre 2007
KOANQUARTET
KoanQuartet
Splasc(H)
Un progetto interessante che nasce a Benevento. Fin dal nome i KoanQuartet fanno capire di rifarsi allo Zen – millenaria pratica orientale che ispira anche la ricerca musicale di Giovanni Francesca (chitarra), Gianluca Grasso (tastiere), Dario Miranda (basso) e Aldo Galasso (batteria e percussioni). Un quartetto che spazia agevolmente e con ammirevole virtuosismo tra jazz, rock, e funk per dar vita a otto gradevolissime composizioni originali, influenzate profondamente da modi e atmosfere dei prolifici anni Settanta. È un funk molto elettrico quello di “Pulsar” che apre il CD con energica espressività. La chitarra di Francesca, molto originale e impeccabile (ricorda spesso McLaughlin), regala fraseggi di gusto con note sostenute e veloci, non disdegnando pause e riflessioni ricche di pathos. L’alternanza di pieni e vuoti conferisce grande intensità alle composizioni. Veramente bella “Nodo alla gola” con uno splendido interludio segnato dalla prolifica ritmicità di basso e batteria. Dolcissima “Ravionzel”, anticipa il jazz-rock serrato di “Demoni meridiani e notturni”, impreziosita dal sax ospite di Luciano Ciaramella. Raffinatissima anche “Notturno”, che regala alla tromba il talento della guest star Chuck Findley. Molto suggestive “Dream”, “Orient” e la conclusiva “Mal d’estro.
Alessandro Staiti

domenica 21 ottobre 2007

Non è la nostra "missione" ma....... Franco Levi e Internet

Non è quello per cui siamo nati e parlare di politica proprio mi pesa ma .....
Seguire il blog e parlare di musica e delle radio libere non è facile per chi, come me e molti altri, ha un lavoro e una famiglia da seguire.
Il tempo è poco e, ad esempio, mi sono accorto che era trascorso oltre un mese, a metà ottrobre, dal mio ultimo post.
Ma sapevo che il blog era disponibile appena la voglia (e un pochino di libertà) si fosse manifestata.
Ora vi è un qualcosa che minaccia tutto questo.
E la beffa è che sono un'elettore convinto (ancora oggi) di questo governo......
"Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà (ad esempio - nota dell'estensore) il blog di Beppe Grillo risponde: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei Ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia."

tratto dal blog di Beppe Grillo (che non apprezzo e mi son permesso di tagliare le parti offensive)

Per quanto possibile fate girare.

Marco Zacchia

martedì 16 ottobre 2007

The Great Deceiver

Salve a tutti,
questa sera su
http://www.broadcastitalia.it/
alle ore 21,00 circa (minuto più, non certo meno) speciale di
Alessandro Staiti e, indegnamente, Marco Zacchia
su: The Great Deceiver - King Crimson
Ovviamente parleremo della ristampa....
Vi aspettiamo tutti in ascolto.
Ricordate che basta entrare nel sito e cliccare sul bottocino rosso con scritto "On Air" e... visitate il sito...
Ciao.

lunedì 17 settembre 2007

Omaggio a Joe Zawinul


Domani, martedì 18 settembre 2007, ad una settimana dalla scomparsa di Joe Zawinul, dedicheremo al grande Maestro una puntata di "Progresso a Ritroso".

Potrete ascoltare la trasmissione in diretta su http://www.broadcastitalia.it/ a partire dalle ore 21,00 e in replica il giorno successivo alle ore 10,00.

Vi ricordo che, aperto il sito, per ascoltare la trasmissione basta cliccare su On Air.


Questa la scaletta:

Periodo ante Miles Davis
01 - Cannonball Adderley Quintet - Mercy, Mercy, Mercy
Periodo Miles Davis:
02 - Miles Davis - In A Silent Way (Rehearsal)
03 - In A Silent Way
Periodo W R elettrico
04 - Orange Lady
05 - American Tango
Periodo W R Soul – Fusion
06 - Black Market
07 - Birdland
Un momento Live
08 - A Remark You Made
Il dopo….
09 - Black Water


In studio Raniero Ruberti e Marco Zacchia.

Buon ascolto a tutti.

E ancora una volta:

Grazie Joe


sabato 15 settembre 2007

"FUGA A TRE" - Musica Non Facilmente Catalogabile

Comunicato del direttore artistico

“FUGA A TRE”
“musica non facilmente catalogabile”

L’improvvisazione è una vera e propria nuova lingua, c’è chi se la canta poi la scrive e l’esegue, c’è chi ha studiato duramente il metodo, “la grammatica”, e chi da autodidatta ha imparando per lo più ad orecchio, e magari pur non avendo un’intonazione perfetta sullo strumento riesce a farne un utilizzo estremamente creativo per aver interiorizzato in maniera singolare quel linguaggio, (ricordo che il jazz è stato inventato da chi non sapeva leggere una partitura). Il mio modo di fare musica sicuramente rientra nell’ambito della musica improvvisata perché la mia forma canzone è senza schemi, senza progressioni armoniche preordinate e il più delle volte le melodie non sono scritte ma nascono spontanee come movimenti liberi, variano ad ogni concerto e ad ogni registrazione.
L’idea di “Fuga a tre” mi venne a marzo di quest’anno nella pausa sigaretta in stazione di servizio su una delle tante autostrade del mio tour “Lo scatto tattile”, disco presentato appunto in trio. La formazione in trio costringe, anche per mantenere l’attenzione del pubblico, a una varietà di tempi e tonalità, a un approccio diverso all’ improvvisazione poiché ci si poggia di meno sulla composizione e gli arrangiamenti. Quindi mi dicevo, non voglio essere un attore in compagnia di giro, la musica è libertà, esaltazione e non è un mestiere, di certo non è il ripetere con precisione maniacale lo stesso concerto ogni sera uguale, è una condizione dell'anima, è perdizione, non è la quantità di prove che conta ma la giusta scelta dei musicisti e poi il feeling cresce con il pubblico in sala, un errore è molto meno grave di una banalità. Ecco dicevo vorrei, io che mi sono formato nei favolosi anni ’70, che la caratteristica dei miei concerti possa restare quella di coniugare partiture scritte e improvvisazione in maniera dinamica, sempre spiazzante. Ci sono in Italia e in Europa, oltre ai soliti grandi nomi del jazz, un pullulare di grandi artisti spesso inadatti a gestire una carriera, essendo la musica improvvisata ricettacolo di uomini ed artisti dalla singolare e spesso controversa diversità, quindi ho pensato di proporre in cartellone forti personalità artistiche controcorrente, la cui musica, sia per l’incidere delle radici di provenienza che per lo sguardo al sociale, non è spesso facilmente catalogabile.
Inoltre ho ritenuto di integrare tra i nomi più noti, musicisti, molto validi, sconosciuti anche al pubblico romano. “Fuga a tre” prova a scavare negli archivi della musica dei giorni nostri per mettere in luce la grande varietà stilistica e di contenuti nell’opera di certi musicisti, e questo nell’ epoca in cui gli artisti più irriducibili tendono al conformismo. (Ennio Rega)
In collaborazione con il Gruppo Cremonini, con il patrocinio della Provincia di Roma ed il sostegno Imaie la “Scaramuccia Srl” presenta presso la Sala Trevi di Roma


“FUGA A TRE”
(dal canto gregoriano al Free Jazz)
Viaggio nell’arte dell’improvvisazione
dal 5/11 al 12/11/2007

Direzione Artistica: Ennio Rega
Organizzazione Generale: Carla di Francesco

Sala Trevi,
Vicolo del Puttarello 25
00187 Roma

Orario d’inizio concerti: ore 21
Ingresso: 5 Euro (concerto) – 10 Euro (concerto + aperitivo)

La rassegna “Fuga a tre” propone otto eventi musicali diversificati, in concerto formazioni in trio provenienti da varie regioni d’Italia e d’Europa, a fare da trait d’union è il linguaggio dell’improvvisazione, che non è patrimonio esclusivo del jazz. La musica improvvisata, in cui si ritrovano i principi naturali del fare musica, è una pratica che risale alle origini, con la codifica gregoriana della musica sacra ed è fortemente presente nel vasto repertorio delle fughe di Bach, poi solo successivamente trascritte su spartito.
In questa prima edizione di “Fuga a tre” i generi musicali proposti vanno dalle forme originali di rilettura della musica classica alla contaminazione jazzistica della musica etnica, dal jazz sperimentale al jazz più classico, dalla fusion alla musica elettronica. Oscillando tra scrittura e improvvisazione le esibizioni dei grandi artisti ospiti della rassegna fungeranno da stimolo per valorizzare il potenziale comunicativo presente nello spettatore, nell’attimo in cui deciderà di mettere in gioco la propria identità musicale. “Fuga a tre” nasce per sottolineare con forza il valore culturale della contaminazione e della “imprevedibilità” nel dialogo musicale e rappresenta, nel dilagare del conformismo e superficialità dei giorni nostri, una proposta formativa ed educativa da innestare nel potenziale creativo delle nuove generazioni.

Info: www.scaramuccia.org
scaramuccia@scaramuccia.org Tel 0645420838

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
Tel/Fax 06 3225044 – Cell 328 4112014
elisabetta@elisabettacastiglioni.com
www.elisabettacastiglioni.com



“FUGA A TRE”
Viaggio nell’arte dell’improvvisazione

I L P R O G R A M M A



5 nov. lun.= WORLD
MOHSSEN KASIROSSAFAR (Iran)
SARAWAN-tamburi d'Iran
Simonetta Imperiali: zarb, daff
Luigi Marino: zarb, daff
Mohsen Kasirossafar: zarb, daff, voce

8 nov. Giov.= ELETTRONICA
FRANCESCO D’ERRICO (Campania)
Slow food music3
Francesco D’Errico: pianoforte e live elttronics
Daniele Esposito: contrabbasso
Salvatore Tranchini: batteria

9 nov. ven. = ETNO/JAZZ
LUTTE BERG Ensemble (Svezia/Italia)
Lutte Berg: chitarra, ch.fretless
Alessandro Gwiss: pianoforte,tastiere,live electronics
Luca Pirozzi: basso elettrico contrabbasso
- Aprono il concerto i napoletani SERPENTE NERO = BLUES (Alfredo Vitelli: chitarra - Eugenio Lucrezi: basso, voce - Geremia Terno: batteria) con il progetto Blues talks / talkin' blues.

10 nov sab. = CLASSICA
FRANCESCO VENERUCCI (Lombardia)
Goldberg "InJazz" Suite
Francesco Venerucci: pianoforte
Alessandra d'Andrea: flauto in do, in sol e ottavino
Daniele Basirico: basso elettrico e contrabbasso
- Apre il trio del pianista LORENZO DI LORENZO = FREE JAZZ (Lorenzo Di Lorenzo: pianoforte - Manuel Timperi: basso - Alessandro Grasso: percussioni)

11 nov. dom.= FOLK/JAZZ
ROCCO DE ROSA (Lucania)
Rocco De Rosa: pianoforte
Pasquale Laino: fiati
Antonio Franciosa: percussioni

12 nov. lun.= POPOLARE(greco-balcanica, araba, indiana e persiana)
CARLO COSSU (Puglia)
Balkan Free
Carlo Cossu: violino, viola, dejeridoo, canto armonico
Angelo Olivieri: tromba
Antonio Iasevoli: chitarra

mercoledì 12 settembre 2007

Roberto Cecchetto - Giovanni Maier / Blues Connotation

Uno dei compiti che le Radio Libere svolsero era quello
di far conoscere la musica che, come dicevamo in voce all'epoca, "usciva".
Paradossalmente quell'essere "liberi" aiutò non poco i
produttori e l'industria discografica a crescere e trovare nuovi
mercati.
Ma non è questa apparente contraddizione che ci
interessa.
Ci interessa riprendere quel percorso di presentazione di
"nuova" musica, di quella che ci piace.
Ed è per questo che dedicheremo nel nostro blog parecchio
spazio a recensioni di lavori di oggi.
Ed ecco un'interessante novità:
Roberto Cecchetto - Giovanni Maier
Blues Connotation

Artesuono

Roberto Cecchetto (chitarra) e Giovanni Maier (contrabbasso) suonano insieme da oltre 15 anni, dai tempi dell’Electric Five di Enrico Rava. Nel 2003 hanno iniziato l’avventura in duo con l’ottimo Slow Mood. Blues Connotation prosegue nell’esplorazione di territori dell’improvvisazione ancora poco valorizzati nella loro intensità e potenzialità. Con un linguaggio che coinvolge i sentimenti e le emozioni, e non scade mai nel calligrafismo estetizzante, caratteristico di certo manierismo virtuosistico, soprattutto in ambito jazz. Né ripercorre atmosfere, stili o modelli di riferimento, ma con un piglio raffinato – quasi esoterico - lega con un forte senso di dinamica continuità l’intero progetto. Si passa così dal mood rarefatto di “Lutati” (nell’incipit evoca sonorità country) alle sgambature tipicamente blues della title track, veramente notevole. Il suono della chitarra di Cecchetto, che passa con disinvolta efficacia dall’acustica all’elettrica (come in “Prometeus”), conserva uno stile personale molto gradevole, sporcato ad arte con una lieve distorsione e impreziosito da pennellate di effetti, sposando magicamente il contrabbasso di Maier. Anche quando in “Genesi” l’aria si infiamma di pathos: Cecchetto celebra Hendrix mentre Maier imbraccia l’arco evocando deflagrazioni primordiali. L’atmosfera è tesa anche in “Tell Me Why” mentre “C’est La Vie” torna allo swing. Intenso il lirismo di “Riverscape” e “Cyclop’s Dream” che chiudono il CD con un tocco di dolcezza davvero raffinato.
Alessandro Staiti

martedì 11 settembre 2007

MORTO JOE ZAWINUL




MORTO JOE ZAWINUL



Giunge violenta e improvvisa la notizia della morte di Joe Zawinul. Siamo senza parole. Possiamo solo dire che dedicheremo una trasmissione di "Progresso a Ritroso" al maestro.

Proprio ieri ascoltavo quello che viene considerato il suo primo album solista (Zawinul - 1970) in cui presentava, da autore, una sua già famosa composizione: "In a Silent Way".

Si disse, all'epoca, che quell' interpretazione fosse stata incisa in contrasto con quella che Miles Davis aveva curato nell'omonomo album (album seminale della cosidetta "svolta elettrica nel Jazz") e da Zawinul non particolarmente amata.

Il figlio ha così ricordato il padre:

"Joe Zawinul nacque il 7 giugno 1932 nella sua vita terrestre ed è nato l'11 settembre 2007 nella sua vita eterna"

Ci sembra un bel epitaffio.


Grazie Zawinul.




Marco

Tornano i Deep Purple


DEEP PURPLE IN CONCERTO

Sabato 10 novembre - ore 21 – PALABAM di Mantova

Continuano i grandi concerti del Mantova Live, la tradizionale rassegna di concerti di prestigio organizzata da Mantova.com e l’associazione Amica, in collaborazione con il Comune di Mantova.Sabato 10 novembre si esibiranno i Deep Purple al Palabam (ore 21).

Infoline tel 0376 224599- Fax 0376 366111
e-mail:
Torna in Italia il ''Rapture of the Deep - Europe 2007 Tour'' della band che oggi vive una seconda giovinezza. Ian Gillan, voce, Ian Paice, alla batteria e Roger Glover, al basso sono accompagnati da Steve Morse, alla chitarra e dal funambolico Don Airey, alle tastiere. Nel live non mancheranno i brani diventati leggendari, quando ancora echeggiavano i riff della chitarra di Ritchie Blackmore: Black Night, Hush, Woman from Tokyo e Smoke on the Water. E’ loro il live probabilmente più famoso di questo genere musicale, il “Made in Japan”.Che si traduce in un doppio album dal vivo, dalla qualità artistica eccezionale e vero riferimento della storia del rock. Una generazione intera accorre ad ascoltarli. La band si esibisce senza risparmiarsi sui plachi di tutto il mondo. E’ il 1968 quando Rod Evans, Nick Simper, Jon Lord, Ritchie Blackmore e Ian Paice debuttano con "Shades of Deep Purple". Il vero successo arriva, però, con “Deep Purple in Rock”, uscito nel 1970. E’ il primo lavoro di sperimentazione che segna il passaggio al rock molto duro, sullo stile dei Led Zeppelin, voluto e inseguito da Blackmore e Glover. E’ la corsa vera e propria all’hard rock, ai giri di blues riprodotti nei singoli “Speed King”, Child in Time” e “Black Night”. L’anno successivo la conferma arriva con “Fireball”, mentre è il 1972 quando il singolo, il classico del rock, “Smoke on the water” (ispirato all'incendio del Casino di Montreux che distrusse l'intera strumentazione di Frank Zappa e i The Mothers of Invention) proietta ai vertici delle classifiche l’album “Machine Head”. Negli anni successivi al tour mondiale “Made inJapan”, in cui il gruppo spende molte energie, si consumano litigi, abbandoni, sostituzioni e album che non eguagliano i successi precedenti. “Who Do We Think We Are” (che esce nel 1973) si rivela un album deludente, tanto che Ian Gillan lascia il gruppo per intraprendere la carriera solista. E’ rimpiazzato da David Coverdale. Nel 1974 ad andarsene è Glover. Al suo posto entra nella band Glenn Hughes. Anche Ritchie Blackmore lascia il gruppo per dar vita ai Rainbow. Il nuovo chitarrista Tommy Bolin, morirà di overdose nel 1976. E’ l’anno del declino dei Deep Purple e il loro scioglimento.I musicisti maturano esperienze in altri gruppi, fino a ritrovarsi, nel 1984, per dar vita alla “Mark 2 line-up” per la realizzazione di “Perfect Strangers”, premiato da critica e pubblico.E’ il settembre del 1999 quando i Purple, con Steve Morse alla chitarra, ritornano alla Royal Albert Hall di Londra per incidere nuovamente con l'orchestra sinfonica quel capolavoro uscito circa trent'anni fa.

martedì 4 settembre 2007

Jakko M. Jakszyk - Una bella recensione


In attesa di commentare le nostre trasmissioni, cogliamo l'occasione per scrivere e condividere con voi alcune impressioni musicali.

Nel corso della nostra ultima trasmissione di "Progresso a Ritroso" su http://www.broadcastitalia.it/ abbiamo fatto ascoltare Jakko M. Jakszyk chitarrista della 21 Century Schizoid Band e il ritorno degli ascoltatori è stato entusiastico.

Ecco una bella recensione........


Ringraziamo la rivista "Chitarre" ed invitiamo tutti a dare un'occhiata a questo bel periodico.


Recensioni di Alessandro Staiti pubblicate su Chitarre n. 254 di aprile 2007

Jakko M. Jakszyk
The Bruised Romantic Glee Club
Iceni

21st Century Schizoid Band
Pictures Of A City: Live In New York
Iceni

Jakko M. Jakszyk - eccellente chitarrista e cantante – si è fatto notare negli anni Novanta con i Level 42 di Mark King, ma le sue preziose collaborazioni di estendono ai Rapid Eye Movement (conDave Stewart e Pip Pyle), Dizrhythmia, e The Lodge (con John Greaves e Peter Blegvad degli Henry Cow). Jakko nasce a Londra come Michael Lee Curran l’8 giugno del 1958 da Peggy Curran e da un ignoto pilota americano. A 18 mesi viene adottato dagli emigranti Norbert e Camille Jakszyk. È sposato con la modella Amanda Giles, figlia del leggendario Michael Giles, batterista dei King Crimson e per breve tempo della 21st Century Schizoid Band. Parte di questa tormentata autobiografia viene raccontata nell’ultimo, splendido e imperdibile doppio album di Jakko, The Bruised Romantic Glee Club, impreziosito dai contributi di Mel Collins, Peter Sinfield, Robert Fripp, Hugh Hopper, Dave Stewart, Ian McDonald, Ian Wallace, John Giblin, Clive Brooks, Danny Thompson, Mark King, Pandit Dinesh e Gavin Harrison. Now, il primo CD, contiene tutte composizioni originali di Jakko. È il presente, appunto, costruito su robuste e complesse tessiture strumentali che rimandano al prog (stupenda proprio la title track, con folate di mellotron e gli imperdibili fiati di Collins) e al jazz (bellissima “Catley’s Ashes”, già ascoltata in una differente versione nel primo album della 21st CSB), ma con una fresca ventata di intelligente modernità, accenti di pop e venature di puro lirismo. Una perlina la “Variations On A Theme By Holst”, toccante l’intensa “Forgiving” con un solo frippiano che solca l’anima, geniali e raffinate “The Things We Throw Away” e “Doxi, Dali And Duchamp”, inquietante “Srebrenica”, magnifica la meditativa e commovente “When We Go Home”, ancora con Fripp a tessere assoli di una bellezza straordinaria. Then, il secondo cd, è il tributo personale di Jakszyk ai creativi e colorati anni Settanta di Londra e Canterbury. Magnifica la cover di “As Long As He Lies Perfectly Still” dei Soft Machine (e la voce del chitarrista non fa rimpiangere per una volta Robert Wyatt!) alla quale Jakko aggiunge in epigrafe due frammenti: “That Still and Perfect Summer” (a propria firma) e “Astral Projection in Pinner” composta da Stewart: la timbrica dell’organo è identica a quella degli Egg, e alla batteria siede Clive Brooks, drummer originale del trio. Il vero capolavoro interpretativo e una delle canzoni che ha segnato la formazione musicale di Jakko, “Pictures Of A City” dei King Crimson, che per l’occasione diventa “Pictures Of An Indian City”: con le nuove lyrics composte appositamente dallo stesso ex-crimson Pete Sinfield e i coloristici ricami alle tabla del fantastico Pandit Dinesh, il brano assume una statura estetica veramente elevata. L’altro omaggio cremisi, “Islands”, è probabilmente ancor più convincente dell’originale, grazie a un finale in crescendo di straordinaria bellezza. Immancabili le cover degli Henry Cow (“Nirvana For Mice” e “The Citizen King”) che riportano a sonorità e atmosphere forse troppo velocemente dimenticate. Da ascoltare ripetutamente, soprattutto per apprezzare fino in fondo l’eccellente e complesso lavoro chitarristico di Jakko, uno dei pochi autodidatti a ripetere a perfezione le parti di Fripp nei King Crimson e a metterci del suo, con grande gusto, virtuosismo e originalità.
Idealmente e concretamente legato The Bruised Romantic Glee Club è l’altro doppio CD della 21st Century Schizoid Band, Pictures Of A City: Live In New York: un dichiarato tributo alla band più originale del british rock anni Settanta, quei King Crimson dei quali qui ritroviamo l’immarcescibile Mel Collins ai fiati, Peter Giles al basso (il fratello di Mike aveva sostituito Greg Lake per la registrazione di In The Wake Of Poseidon), Ian McDonald alle tastiere e ai fiati, e il compianto Ian Wallace, batterista cremisi in Islands e Earthbound, recentemente scomparso a soli 61 anni per un cancro all’esofago proprio mentre stava per pubblicare il secondo volume della splendida rivisitazione in chiave jazz del repertorio dei King Crimson. Strana sorte quella dei batteristi della 21st CSB: Ian aveva infatti sostituito Mike Giles, impareggiabile drummer ma con qualche problema psicologico e comportamentale, che aveva abbandonato la band dopo un acclamato tour giapponese. Nell’agosto del 2004, con Wallace indisponibile per altri impegni, avrebbe dovuto unirsi temporaneamente al gruppo Guy Evans, il batterista dei Van Der Graaf Generator. Chissà ora se la 21stCSB calcherà ancora le scene e chi prenderà il posto di Ian dietro ai tamburi. In questo ottimo documento live registrato a New York, Jakko e compagni interpretano alcune delle più epiche e significative composizioni cremisi: dalla immancabile title track alla graffiante “Cat Food”, dall’epica “Cirkus” - in una versione strepitosa che mette in risalto il grande talento chitarristico di Jakszyk – alla delicatissima “Cadence & Cascade”, per finire con classici quali "The Court Of The Crimson King”, “Ladies Of The Road”, “Formentera Lady” e “Sailor’s Tale”. Oltre ai classici crimsoniani anche un paio di composizioni originali come la già citata “Catley’s Ashes” e “Let There Be Light” di Ian McDonald. Il secondo CD conclude il tributo ai King Crimson con versioni tutte da ascoltare di "I Talk To The Wind”, “Epitaph”, “21st Century Schizoid Man”, e la bellissima, struggente “Starless”. Non una semplice rilettura in chiave nostalgica, ma una splendida reinterpretazione che riesce perfino a colmare alcune lacune dei primi King Crimson dal vivo, considerata la complessità degli arrangiamenti dei brani in studio. Nelle versioni live di “Cirkus”, infatti, Fripp e Collins si concentravano entrambi sull’attacco di doppio mellotron dell’introduzione, e così era impossibile riascoltare la bellissima e complessa partitura di chitarra acustica. Ora, la compresenza di Collins e McDonald non solo permette a Jakko di riportare la chitarra in primo piano, ma anche di raddoppiare le parti di sax, rendendo le rivisitazioni della title track e di “Schizoid Man” ancor più potenti e fedeli di quelle suonate in concerto dalle prime incarnazioni cremisi. Per acquistare entrambi gli album sul web: http://www.burningshed.com/
Alessandro Staiti

lunedì 3 settembre 2007

Un evento da non perdere.... Pawn Hearts Day 2007


Il Gruppo di studio delle opere di Peter Hammill & Van der Graaf Generator (http://www.phvdggstudygroup.it/home_ita.htm rif. http://it.groups.yahoo.com/group/Hammillitalia/) nel trentacinquennale dell'uscita di Pawn Hearts organizza una seminario dedicato al mitico album dei VDGG.
L'evento si svolgerà a Guastalla (RE) il prossimo 6 e 7 Ottobre 2007 presso il teatro R. Ruggeri a Via Verdi.
Questa la scaletta delle giornate:

Sabato 6 Ottobre 2007 ore 19,30 inaugurazione della Mostra Documentaria su Pawn Hearts: copertine, recensioni, memorie.......
Plague of Lighthouse keepers : suoni recitazioni e sorprese

Domenica 7 Ottobre 2007 ore 9,15 Seminario di studioIl Tempo in cui Pawn Hearts guidava le classifiche italiane con Carlo Massarini (Roma) critico musicale, all'epoca conduttore della trasmissione "Per voiGiovani"

A seguire Pawn hearts, le Liriche: non solo testi letture e commenti di

Massimo Onesti (Roma) Attore, Gigi Cavalli Cocchi (Reggio Emilia) Musicista, Fiorello Tagliavini (Guastalla) attore e Marco Olivotto (Trento) Co-autore della raccolta di traduzioni dell'operadei VdGG

Dentro le musiche di Pawn Hearts con Ricardo Odriozola (Conservatorio di Bergen, Norvegia) Musicologo, curatoredella trascrizione di Pawn Hearts.... e con la telepartecipazione di Paul Whitehead.

La partecipazione alle sessioni di studio ed alla mostra è gratuita.

Un evento da non mancare....


La mia radio storia di Raniero Ruberti

Quando gli amici chiamano, non si può dire di no. O almeno ci proviamo!
Nei primi mesi del 1976, in pieno fenomeno “radiolibere”, confesso che io ascoltavo soprattutto una radio che si chiamava, mi pare, RAM 102 (RAM = Radio Antenna Musica), dove parlava un certo Massarini, bravino. Poi un amico dell’epoca, mi segnalò Onda Radio 101 e cominciai a seguire un po’ anche quella. Una sera, lo stesso amico, mi chiamò e mi disse che lui e un altro amico di trent’anni fa, avevano ottenuto di fare una trasmissione notturna presso questa Onda Radio. Ovviamente li ascoltai. Non ricordo molto di quella trasmissione, ma ricordo che da quella notte mi venne per la prima volta in mente di poter divulgare, anzi “trasmettere”, i miei gusti e le mie conoscenze musicali.
L’occasione si presentò d’estate: alcuni conduttori di Onda Radio, ragazzi come me, anche più giovani, partivano per le vacanze estive e il responsabile dei programmi, un certo Giorgio, al quale ero stato segnalato da quei due amici di prima, mi propose di fare un paio d’ore di trasmissione pomeridiana, in sostituzione dello speaker originario, partito appunto per le vacanze. Senza provino, con le sole istruzioni e raccomandazioni telefoniche di Giorgio, con i miei dischi e un po’ di paura, mi presentai nell’appartamentino della Balduina che ospitava gli “studi” di Onda Radio 101. C’era solo il tipo che finiva il programma prima del mio, non ricordo né il suo nome né la sua faccia, in due minuti mi istruì sul funzionamento pratico del mixer e dei due giradischi, prese la sua roba e se ne andò. Da solo, mentre andava quella che sarebbe stata da allora in poi la mia sigla (The Doors – Riders on the Storm), aumentò la paura di non farcela. Temevo che la “scaletta” che avevo preparato fosse troppo breve, che non piacesse, che non sapessi cosa dire tra un brano e l’altro. Per farla breve, quella prima volta fu un mezzo disastro: la voce non mi usciva e dimenticavo tutte le cose “intelligenti” che avevo pensato di dire per presentare e commentare i pezzi che mandavo. L’unica cosa che andava bene, e lo dico senza falsa modestia, era la selezione di brani che uscirono quel pomeriggio dalle radio sintonizzate su FM101.
Probabilmente per mancanza di alternative, Giorgio mi confermò nei ranghi di Onda Radio, anche quando tornò il ragazzo che avevo temporaneamente sostituito (che era, per inciso, Alessandro Staiti) e iniziò la mia straordinaria avventura sulle onde della radio.
In seguito ho conosciuto tante altre ragazze e ragazzi che prestavano la loro opera volontaria presso Onda Radio 101 (e poi un’altra emittente, Radio Rama), di tanti non ricordo il nome, di alcuni sono rimasto amico. Mi rimane la gioia di aver percorso un tratto della mia vita insieme a tutti loro.

Raniero

Grazie Raniero da Alessandro e Marco

La vera stringa di benvenuto........

Lo spazio, come sappiamo, è tiranno.
Quella che segue è la nostra stringa di benvenuto completa.
Ideata e scritta da Alessandro.
Buone riflessioni.........


Quei che vuoi che si contragga
devi farlo espandere,
quei che vuoi che s'indebolisca
devi farlo rafforzare...
(dal Tao The Ching - XXXVI - L'occulto e il palese)

Veniamo dalle Radio Libere, quelle che improvvisamente a metà degli anni Settanta riempirono di voci, suoni e rumori l’etere, fino ad allora monopolio di Stato. Veniamo da Onda Radio 101, una delle prime radio “pirata” della Capitale. Oggi siamo tornati e potete ascoltarci su http://www.broadcastitalia.it/, la prima radio sul web che ripropone lo spirito, i contenuti e la musica di quello splendido periodo, ricco di cultura, emozioni, speranze e utopie. “Progresso a Ritroso” nasce per dare un futuro a quel passato glorioso. E talvolta per andare avanti è necessario fare un passo indietro... Come recita il saggio: “Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo”.

Vivere per il presente,
sognare per l'avvenire,
imparare dal passato...
(Anonimo)